ASSOCIAZIONE ITALIANA CLASSE FINN
Storia del Finn
Breve storia del Finn (di Robert Deaves - traduzione da Finnatics)
Nel 1999 il Finn ha compiuto 50 anni. Da oltre mezzo secolo questa splendida deriva ha una straordinaria importanza per la vela mondiale, sia come diffusa deriva da regata di club, sia come leggendaria classe Olimpica e fucina dove si sono formati alcuni dei maggiori velisti sulla scena mondiale.
Il Finn ha vinto le selezioni quadriennali per la scelta delle classi olimpiche per 13 volte consecutive, ed è il risultato di 50 anni di evoluzione tecnica, dagli scafi e dagli alberi di legno con le vele di cotone degli anni '50 agli attuali scafi in resina, con alberi in fibra di carbonio e vele in kevlar. Ha dimostrato di essere superiore alle critiche per l'impegno fisico ed economico necessario ad una campagna olimpica, ed ha anzi rafforzato la sua posizione di deriva ineguagliabile per le capacità tecniche e tattiche necessarie a primeggiare.
In tutti questi anni il Finn ha continuato a generare grandi campioni della vela mondiale, che dopo essersi formati in questa classe hanno ottenuto straordinari risultati. Non deve essere un caso se i due soli timonieri che sono riusciti a strappare la Coppa America dalle mani degli americani sono entrambi medaglie olimpiche del Finn (John Bertrand (Australia) - Bronzo nel 1976; Russell Coutts (New Zealand) - Oro nel 1984). Ultimo esempio è lo svedese Frederick Lööf, che dopo aver vinto la medaglia di bronzo a Sydney 2000 è passato alla classe Star vincendo di seguito Europei e Mondiali nel 2001.
Ma il Finn non è solo leggenda Olimpica - un traguardo che pochi raggiungono ma che tutti i velisti sognano e dai cui sviluppi tutti possono imparare e progredire. Andare in Finn vuol dire anche sviluppare il carattere, la tenacia, la perseveranza necessarie per raggiungere un traguardo e scopi ambiziosi.
Gli inizi
La storia del Finn è iniziata nel 1948, quando la Federazione velica finlandese, per scegliere quali imbarcazioni utilizzare per i Giochi Olimpici del 1952 ad Helsinki, decise di bandire una gara per selezionare una deriva per una persona di equipaggio.
Un progettista di canoe svedese, Rickard Sarby, presentò un disegno per partecipare alla gara, e anche se inizialmente non fu selezionato, fu invitato a prendere parte alle regate di prova perché aveva già costruito un prototipo. Si svolsero diverse regate di test, e alla fine il 15 maggio 1950 la Federazione velica Finlandese scelse il Finn come deriva per le Olimpiadi di Helsinki.
Le Olimpiadi
Al suo debutto olimpico nel 1952 la medaglia d'oro andò al mito danese Paul Elvström, l'argento a Charles Currey (Gran Bretagna) e il bronzo allo stesso progettista del Finn Rickard Sarby. Negli anni hanno iscritto il loro nome nell' albo d'oro delle Olimpiadi grandi nomi della vela mondiale, come Elvström (tre medaglie d'oro sul Finn ed una sul Firefly), Willy Kuhweide, Valentin Mankin, John Bertrand, Jochen Schümann e Russel Coutts. Per l'Italia sono arrivate la medaglia di bronzo di Fabio Albarelli ad Acapulco nel 1968 e la medaglia d'argento di Luca Devoti a Sydney 2000.
Nascita della International Finn Association
Dopo le Olimpiadi del 1952 ed un breve periodo di calo di interesse per la classe, nel 1953 il Finn è stato selezionato anche per le Olimpiadi del 1956 a Melbourne, Australia. E proprio nel 1956 si è svolta la prima Finn Gold Cup (il Campionato del Mondo del Finn) a Burnham-on-Crouch in Inghilterra. La "Gold Cup" è stata offerta da F.G. Mitchell del Royal Burnham Yacht Club. Nello stesso anno si è tenuta la prima assemblea generale della classe (AGM - Annual General Meeting) in occasione del Campionato Europeo, ed è stata creata la International Finn Association (IFA).
Nel 1961 è stato pubblicato negli STati Uniti il primo numero della rivista della classe, FINNFARE, che ne è l'organo ufficiale. Dopo tutti questi anni, la rivista continua ad essere regolarmente pubblicata, con editori che provengono da diversi paesi, e nel 1998 è uscito il numero 100.
Le Regole
I primi Finn di legno hanno gradualmente lasciato il campo agli scafi in vetroresina da quando nel 1961 l'IFA ha deciso di liberalizzare i materiali per la costruzione degli scafi. Già alla Finn Gold Cup di quell'anno i primi tre posti sono andati a barche in vetroresina, e molti finnisti pensarono che le loro vecchie barche in legno fossero diventate obsolete. Si scoprì però l'annoi successiva che una delle veloci barche in vetroresina aveva una distribuzione dei pesi non corretta, e si decise quindi di risolvere definitivamente questi problemi. La Direzione del Comitato Tecnico passò a Richard Creagh-Osborne che si incaricò di studiare il problema. Comunque i Finn di legno tornarono in auge nel 1964 quando Hubert Raudaschl vinse la Finn Gold Cup con uno scafo di legno costruito in casa.
Il problema maggiore dal punto di vista del rispetto delle regole e del controllo della stazza era la distribuzione del peso dello scafo. Si era rapidamente capito che i Finn con le estremità più leggere erano più veloci, e a qual tempo non era possibile effettuare un controllo efficace. Dopo molti tentativi il francese Gilbert Lamboley escogitò un test detto del "pendolo", che si effettuava misurando il tempo di una serie di oscillazioni dello scafo. Per la prima volta si sperimentava un metodo di calcolare in modo preciso la distribuzione dei pesi in uno scafo. A questo punto fu anche possibile liberalizzare la realizzazione di scafi con un doppio fondo. Il test del "pendolo", introdotto dalla classe Finn nel 1972, è da allora diventato uno standard anche per molte altre classi.
Sviluppo dell'attrezzatura
Gli alberi dei primi Finn erano del tipo "pali del telefono", molto rigidi e difficilmente controllabili. Per tenere il boma basso nelle andature portanti venivano usati dei cunei di legno inseriti nell'albero subito sotto al boma stesso. Tirando il cuneo verso poppa il boma si abbassava; in teoria, la manovra poteva anche essere controllata da una cima, ma in pratica era di realizzazione molto precaria.
Nel corso degli anni '50 Paul Elvström iniziò gradualmente a sviluppare degli alberi flessibili, con una vela più grassa che si appiattiva progressivamente con l'aumentare del vento, e questa combinazione di alberi e vele ha dominato la classe anche negli anni '60. Dal 1968 Jorg Bruder e Hubert Raudaschl tornarono a sviluppare armi più rigidi con vele magre, con alberi però molto flessibili lateralmente, in modo da consentire ai timonieri più leggeri di depotenziare la vela. Fino agli inizi degli anni '70 questo tipo di attrezzature ha avuto il dominio assoluto della classe, ma il cambiamento era ancora una volta vicino. Nel 1969 il britannico Jack Knights si presentò alla Finn Gold Cup alle Bermude con un albero in metallo. Allora era il solo concorrente con l'albero non di legno, ma negli anni successivi gli alberi di alluminio hanno gradualmente soppiantato quelli in legno.
Alle Olimpiadi di Kiel del 1972 vennero usati alberi di alluminio da tutti i partecipanti (all'epoca tutta l'attrezzatura era fornita dall'organizzazione) e nonostante alcune polemiche l'attrezzatura della Needlespar si rivelò affidabile (e senza dare vantaggi agli inglesi...). Da quel momento gli alberi di alluminio divennero la norma, e molti costruttori provarono a creare nuovi modelli, ma la Needlespar detenne il monopolio del mercato fino al 1993. In quell'anno iniziarono i primi esperimenti con la fibra di carbonio, e oggi gli alberi prodotti con questo materiale sono utilizzati a tutti i livelli, consentendo fra l'altro la possibilità di sperimentare in varie direzioni e di sfruttare al massimo le dimensioni di stazza, creando gli alberi cosiddetti alari ("wing masts"). Gli alberi in alluminio sono tuttavia ancora utilizzati come alternativa economica e duratura.
Le vele
Negli anni '80 la veleria North aveva un monopolio virtuale nelle vele per i Finn, che venivano realizzate in dacron. A seguito dell'avvento degli alberi in carbonio molte altre velerie però cominciarono a sperimentare nuove soluzioni e a realizzare vele vincenti. Negli ultimi anni poi si è avuto un ulteriore sviluppo nei materiali, e ora le vele vengono prodotte in kevlar, mylar, carbonio, "cuben fibre", ecc. ampliando di molto la possibilità di scelta.
Gli scafi
A seguito della liberalizzazione delle regole di costruzione dei Finn dopo l'introduzione del test di Lamboley, nel 1974 sono stati introdotti i doppi fondi negli scafi, aumentando così la sicurezza delle barche. Il primo a utilizzare la nuova regola fu l'inglese Peter Taylor, e per alcuni anni i suoi scafi ebbero risultati di rilievo, come alla Finn Gold Cup di Brisbane (primo, secondo e quarto).
Nel 1978, un gruppo di ex-laseristi dagli Stati Uniti formato da velisti come John Bertrand, Cam Lewis e Carl Buchan passò al Finn e utilizzando i Finn prodotti dal cantiere statunitense Vanguard raggiunse il primato nella classe per alcuni anni. Gli scafi della Vanguard si rivelarono decisamente superiori a quelli presenti all'epoca e dominarono la classe fino al 1993. In quegli anni l'attrezzatura standard era composta da scafo Vanguard, albero Needlespar e vela North. Il Vanguard ha la prua relativamente fine per migliorare la bolina e una discreta larghezza a poppa per facilitare la planata. La Finn Gold Cup è stata vinta da scafi Vanguard per 14 volte in 15 anni fino al 1992. Nel 1993 Luca Devoti ha sviluppato un nuovo scafo (costruito dalla Devoti Sailing in Inghilterra), decisamente innovativo nel progetto e nella costruzione, che ha rapidamente ottenuto risultati di assoluto rilievo diventando di fatto lo standard di riferimento. Nel 1996 il Finn Devoti è stato scelto come scafo fornito dall'organizzazione per le Olimpiadi di Savannah, e alle Olimpiadi di Sydney (dove ogni concorrente partecipava con la propria attrezzatura) era utilizzato dai primi 33 (su 34!) della classifica.
La Finn Gold Cup
La prima Finn Gold Cup (il Campionato Mondiale della classe Finn) si è svolta nel 1956 a Burnham-on-Crouch con 45 concorrenti da 12 paesi. La flotta più numerosa è stata quella di Cascais in Portogallo nel 1970 con 180 barche da 43 paesi, vinta dal brasiliano Jorg Bruder.
Quando la Gold Cup è stata offerta da F.G. Mitchell nel 1956, era stato stabilito che l'evento si sarebbe dovuto tenere in Gran Bretagna negli anni olimpici, e così fu fino al 1968. Da allora la Gold Cup si deve svolgere in un paese extraeuropeo almeno una volta ogni quattro anni. La Finn Gold Cup è il fulcro del calendario della classe, ed è considerata uno degli eventi velici più impegnativi e prestigiosi, il cui albo d'oro contiene alcuni dei più grandi campioni. Vincerla è una conquista eccezionale, e ripetersi addirittura leggendario. Quattro velisti sono riusciti a conquistarla per ben tre volte: il tedesco Willy Kuhweide negli anni 1963/1966/1967, il danese Lasse Hjortnas nel 1982/1984/1985, lo svedese Fredrik Lööf negli anni 1994/1997/1999 e il brasiliano Jorg Bruder addirittura in tre anni consecutivi: 1970/1971/1972. Quest'ultimo è tragicamente rimasto imbattuto, morendo in un incidente aereo mentre andava a difendere il titolo nel 1973.
Il Futuro
Il Finn è rimasto all'avanguardia del movimento velico ed olimpico per oltre 50 anni. Questo è avvenuto perché offre l'opportunità ai velisti di spingersi ai propri limiti; perché offre una occasione di sviluppo tecnico ineguagliabile; e soprattutto per l'amore che migliaia di velisti in tutto il mondo hanno per questa stupenda barca.